Vampiri che passione!
Di Elisabetta Tirabassi del 19 ott 2009 h. 10:00 | Nella categoria Televisione | Con 0 commenti

Non è certo notizia di oggi che negli ultimi tempi la passione per i vampiri è tornata prepotentemente alla ribalta, grazie al successo senza paragone della saga di "Twilight" che, suo malgrado, ha fatto da carro trainante per un revival del genere vampiresco in versione neomoderna.



A essere del tutto sinceri, il genere vampiresco esisteva da molto prima dei vampiri vegetariani e adamantini della Meyer e in tv ha avuto negli anni '90 una serie davvero di culto che in un certo senso aveva già pensato a svecchiare il personaggio del vampiro da alcuni cliché. Stiamo parlando ovviamente di "Buffy", la bionda ammazza vampiri, che a discapito della sua aria delicata e fanciullesca, era capace di distruggere senza problemi schiere di succhiasangue e mostri venuti dalle tenebre. I vampiri di Whedon, il creatore della serie, sono vampiri metropolitani, nascosti in una cittadina di provincia che non vivono più necessariamente nelle bare e soprattutto non vanno in giro con mantelli da farsi girare intorno per diventare pipistrelli. Vestono giacche di pelle e hanno i capelli tinti di biondo come Spike. Ma la trovata che ora come non mai si è dimostrata vincente (quantomeno in fatto di popolarità) è quella di mostrare al mondo un vampiro redento e possibilmente con un'anima. Così "Angel", prima di Edward e di molti altri suoi successori, ha raggiunto il cuore del pubblico per il suo passato tormentato e violento e per l'impossibilità di essere anche solo per un istante felice, pena il ritorno al suo spietato alter ego Angelus. La bellezza di questo doppio personaggio in continua lotta tra il bene e il male ha poi condotto, non a caso, alla nascita dello spin-off totalmente dedicato a lui e al suo lungo viaggio verso la redenzione.



Ma per un ritorno alla grande dei vampiri in tv lo scorso anno la HBO ha pensato a qualcosa di molto differente. Basandosi su i libri de "il ciclo di Sookie Stackhouse", già molto famosi in America (ma che sempre grazie all'effetto mania stava godendo di una nuova popolarità), il creatore di "True Blood", Alan Ball è andato ben oltre l'idea del singolo vampiro buono (che pure è presente) ed è passato a descriverci un mondo dove l'intera comunità vampiresca tenta la difficile strada dell'integrazione grazie alla creazione di un nuovo sangue artificiale (che da anche il nome alla serie) che può tranquillamente sostituire i cari vecchi morsi al collo. Peccato che non tutti i membri della comunità siano poi così propensi a perdere le vecchie, care abitudini…



Il binomio tra bene e male però continua ad affascinare il pubblico e lo sa bene la CW che quest'anno ha tentato la scalata verso la "vampiromania" puntando sulla trasposizione televisiva (che presto arriverà anche in Italia) di un'altra serie di romanzi molto famosa: "Vampire Diaries" di Lisa Jane Smith, la cui protagonista è un'adolescente, Elena, che dopo la morte dei genitori, incontra un affascinante e sfuggente ragazzo, Stefan, che ovviamente si scoprirà essere un vampiro buono e che la farà innamorare, almeno fino all'arrivo del suo alter ego cattivo, nonchè fratello, Damon.



Insomma, il mito senza tempo del vampiro sembra proprio aver ritrovato, in queste sue nuove personificazioni, la strada verso il successo. Almeno per quanto riguarda gli ascolti.