I Porcupine Tree sono oggi considerati – a ragione - gli unici veri eredi dei Pink Floyd. Affermazione decisa, quasi irriguardosa, che - ne siamo certi - potrebbe far sorgere polemiche e risentimenti (non siamo sempre pronti a batterci per difendere il nostro gruppo preferito?), eppure crediamo che, se nella attuale scena musicale un gruppo merita l’appellativo di “psichedelico”, questi sono certamente i Porcupine Tree.
Una band di nicchia? Sì, purtroppo.
Eppure chi riesce ad avere tra le mani un loro cd e ad ascoltarlo con la giusta e dovuta attenzione, scoprirà di non poterne più fare a meno.
Melodici, graffianti, ispirati.
Ci piacerebbe pensare che tutti i gruppi che producono dischi riescano ad imprimere alla propria musica una leggerezza, una così profonda sensazione di gongolante malinconia; eppure purtroppo gli scaffali degli pseudo negozi di musica che affollano le nostre città sono stracolmi di prodotti spazzatura, di fantocci creati a tavolino dalla mente di qualche produttore.
I Porcupine Tree sono veri, e non ci riferiamo al loro discutibile aspetto fisico, intendiamo una band capace di sputare anima e sangue e sudore e energia ad ogni concerto, di un gruppo che fa della musica una forma d’arte rielaborando, riscrivendo melodie che solo trent’anni fa qualcuno – vedi i già citati Pink Floyd e i Gentle Giant – avevano osato produrre. La loro musica si evolve, è un continuo rimpastare i vecchi riff, le ritmiche di un tempo, dimostrando così una competenza musicale che va ben oltre i normali e commerciali gruppi di facciata noti solo al grande pubblico.
Ci piacerebbe scandire la carriera dei Porcupine Tree attraverso le 5 canzoni più rappresentative – e che sono solo un granello nella sterminata e qualitativamente eccezionale produzione musicale – della loro carriera. Canzoni prese ad esempio, tracce importanti che sintetizzano l’ispirazione del periodo e le sfaccettature opalescenti della loro musica.
Per iniziare: Radioactive Toy.
1991, il primo vero singolo, ed è subito un brano da consegnare ai posteri.
Flautato, armonioso, ironico. Radioactive Toy è un pezzo da ascoltare all’infinito, una commistione clamorosa di musica tagliente e melodie Pinkfloydiane. La voce sussurra attraverso un megafono, il basso lavora – come sempre – piccoli intarsi musicali che rendono l’atmosfera intorno a questo pezzo, ancora più eterea dei vecchi lavori psichedelici entrati nella storia. Le note dei Porcupine Tree si dipanano in un alternarsi di riff monolitici e bisbigli sarcastici.
1992, Voyage 34 – Phase I.
Un tributo a soliti Pink Floyd (ma sono o non sono la più grande e innovativa band che abbia messo piede sul pianeta Terra???). Il riff che martella per tutto il brano è preso pari pari da Run Like Hell, e viene utilizzato come base per una serie di esercizi di stile che spesso sfociano nel piccolo, incompreso capolavoro.