Esiste negli Stati Uniti un'enorme "macchina macina soldi" rappresentata da una tanto lungimirante quanto schiacciante industria discografica che negli ultimi anni ha attinto a piene mani a quell'immenso patrimonio culturale, umano ed artistico che è la moderna musica nera figlia del soul, del jazz, del blues e del funk, ovverosia il tanto chiacchierato fenomeno "di costume" chiamato Hip Hop. Vera e propria "cultura di strada", nei suoi quasi trent'anni di vita, la musica nera ha permesso a tanti artisti di esprimersi. Il rap, dei quattro elementi dell'hip hop è quello che più facilmente si è sviluppato in un business e in star system. Da diversi anni a questa parte infatti la "musica rap" sta dominando il mondo dell'intrattenimento statunitense, imponendosi come stile prima che come musica e facendo al tempo stesso incetta di premi e nomination ai quattro angoli del pianeta.
E' dal fenomeno rap e hip hop, o meglio a partire da questo universo, che emerge tra gli altri l'R&B. Il "territorio" di legame tra hip hop e R&B è esperienza comune, negli anni, di produzione musicale. Gli attori che calcano la scena sono spesso gli dj e produttori cresciuti tra piatti, campionatori, loop & beats. Sono loro, assieme a tante voci e tanti musicisti con un retaggio soul di ovvia appartenenza culturale ad aver gettato le basi dell'attuale scena R&B statunitense. A differenza del rap l'R&B si distingue soprattutto per la melodia ed il cantato, cammina autonomamente e parallelamente all'hip hop, grazie alle continue contaminazioni con le quali si arricchiscono a vicenda e alle sempre più frequenti collaborazioni tra i maggiori esponenti dei due generi, che spesso operano professionalmente in entrambi i campi.
Tra i molti protagonisti di questa scena, R. Kelly è indubbiamente uno dei più importanti, un vero e proprio "numero uno" quando si tratta di produzione e interpretazione R&B, sempre e comunque un personaggio chiave. Kelly rappresenta perfettamente quella figura professionale di chi - come pochi altri - ha contribuito in maniera determinante alla diffusione "popolare" di questa musica. R Kelly è infatti non solo scrittore ed interprete di splendide canzoni (siano esse ballate d'amore o pezzi party) ma anche autore e produttore di star del calibro di Whitney Houston, Toni Braxton, Mary J. Blige, Quincy Jones, Michael e Janet Jackson..
La vita professionale di R Kelly riassume il perorso ideale tracciato dalla musica black negli ultimi anni. Ha spesso ospitato grandi rapper nei propri lavori, così come a sua volta è stato ospitato negli album di suoi "colleghi". Nel suo penultimo album - il doppio CD intitolato semplicemente "R" - il padrone di casa ospita stelle di prima grandezza dell'hip hop quali Keith Murray, Cam'Ron, Noreaga, Jay-Z e Foxy Brown, così come duetta con Nas nei remix di "Did you never think" o "Street dreams". Al tempo stesso lo ritroviamo guest star sull'album "Forever" di Puff Daddy (sul pezzo "Satisfy you"), su "Life after death" di Notorious B.I.G. ("Fuck you tonight"), o sul remix di Wyclef Jean di "Gone till november" (presente nella sua versione originale sull'album "The Carnival").
Quando la contaminazione tra Hip hop e R&B si è trasferita oltre i confini dell'universo puramente musicale, approdando al cinema, R Kelly si è trovato in prima fila. Il film poliziesco "Shaft" ne è solo l'ultimo e più recente esempio. Nato come remake di una serie tv cult degli anni '70 che vedeva un nero calzare i panni di un detective - in uno scenario che rispondeva con orgoglio, in piena blackexploitation, a film del "bianco" ispettore Callaghan interpretato da Clint Eastwood) - "Shaft" è stato riportato sul grande schermo dal regista John Singleton e interpretato da un Samuel L. Jackson particolarmente ispirato. Il film porta con sé il tema musicale originale di Isaac Hayes, mentre la main track nuova di zecca della colonna sonora del film è proprio "Bad man", scritta ed interpretata proprio da R. Kelly. Un artista non nuovo a esperienze di questo tipo, basti pensare ai suoi interventi nelle colonne sonore di "Space Jam" (con la famosa e stupenda "I believe I can fly") o dell'ultimo episodio dei quattro film dedicati a Batman.