Gotye
“Il fantasma di Gotye mi è appena apparso”, scrive
ironicamente il musicista Tim Shiel sul suo account Twitter, “e insieme abbiamo
buttato giù una sceneggiatura per l’episodio pilota di una strana nuova sitcom
dal titolo GHOSTYE”. È soltanto uno dei tanti cinguettii lanciati in rete dopo
che dal sito iReport della gloriosa CNN si era diffusa in rete una finta
notizia rivelatasi una cantonata epocale, ovvero l’annuncio della morte dell’ormai
notissimo Gotye, all’anagrafe Wally De Backer, avvenuta per suicidio, con tanto
di dettagli sull’arma da fuoco utilizzata e sulla chiusura delle indagini
qualche minuto dopo la dichiarazione di morte.
Niente di più falso. “I’m not dead” ha voluto sottolineare mister
Wally De Backer dallo stesso social network, che già negli ultimi tempi aveva
fatto passare a miglior vita prima del tempo altri personaggi di spicco della
musica, da Justin Bieber (che vanta il record di essere già stato dichiarato morto
sul social network varie volte) a Kanye West, senza dimenticare i vari Tom
Cruise, Tom Hanks o Miley Cyrus. Una pratica che testimonia certamente anche il
grado di popolarità raggiunta dalla rockstar o l’attore di turno, e che spesso
ha finito per trarre in inganno testate importanti, alla faccia della verifica
delle fonti.
Scampata la finta morte, Gotye si prepara a raccogliere l’abbraccio dei tanti
fan conquistati in giro per il mondo, visto che a partire dal 15 agosto sarà in
tour tra Corea, Giappone, Canada, Usa, Europa e Australia. Ricordiamo infatti
che dopo la pubblicazione dell’album “Making Mirrors” del 2011, per il
cantautore belga di origine ma australiano di adozione si sono aperte le porte
dell’Olimpo della musica, in particolare dopo la pubblicazione del video del
secondo singolo estratto dall’album, ovvero la strafamosa “Somebody That I Used
to Know”, cliccatissimo in rete (con oltre 270 milioni di visualizzazioni su YouTube) e singolo più venduto dell’anno nel Regno Unito.