Lino Cannavacciuolo: SEGESTA (Marocco Music)
Segesta, un nome che evoca memorie lontane. Paesaggi brulli e rovine di un radioso passato. Una città fantasma che rivive nella memoria collettiva grazie ad una storia che affonda nel mito.
Lino Cannavacciuolo non poteva trovare titolo più indovinato per il suo disco. Un album che vuole ripercorrere le atmosfere musicali di tutto il meridione: un filo rosso che collega il Sud Italia con la Grecia e la Tunisia, dalla Sardegna a Serapis (l’odierna Pozzuoli) passando per Palermo. Un bacino di culture secolari troppo spesso dimenticato e lasciato a se stesso.
Segesta è un disco della memoria. Undici brani per lo più strumentali, arrangiati in maniera eccellente. Le musiche originali - scritte dallo stesso Cannavacciuolo - impiegano una strumentazione molto varia: si può trovare la batteria ad acqua insieme al mandolino e alle launeddas, il basso elettrico insieme al tammorre. Il risultato è una musicalità che ammalia, un sound che riporta alla mente il passato coniugandolo con il presente. Solo pochi brani sono accompagnati da testi, rigorosamente dialettali. Per la scelta delle parole il violinista si è affidato a Peppe Barra, che oltre a creare nuovi versi ha riscoperto alcune poesie tradizionali dell’entroterra sardo e napoletano. E’ possibile così ascoltare “Sa Lughe” e “Nu’ Poco ‘E Bene”, due romanze sarde interpretate magnificamente da Elena Ledda. Oppure lo stesso Barra cantare “Kasba”, una tammurriata summit che mette a confronto ritmi e voci della musica popolare.
Il violino di Cannavacciuolo è sempre presente e si adatta perfettamente ora ai ritmi frenetici di “Abballabà” ora a quelli malinconici di “Memento”, brano dedicato alle vittime della mafia scritto originariamente per la colonna sonora de “I cento passi”.
L’artista fa sfoggio del suo talento avvalendosi anche di grandi ospiti. Impossibile non notare la presenza di Tullio De Piscopo alle batterie o di Daniele Sepe al sax sopranino. Per il resto il complesso base è quello che accompagna da sempre l’artista. Quattro elementi che seguono Lino nelle ricerche di musica popolare.
Al suo secondo disco da solista, Lino Cannavacciuolo può dirsi soddisfatto. “Segesta” dimostra che non è necessario andare lontano per trovare della buona musica etnica. A volte basta solo guardarsi attorno con più attenzione.
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