Daniele Silvestri live
Roma 18/19/20.04.02
Mentre il suo nuovo album “Unò, duè” scala le classifiche di vendita, il buon Daniele Silvestri è già in tour e per la sua tappa romana (dove ovviamente “gioca in casa”) piuttosto che un palazzetto sceglie di suonare per 3 serate consecutive al club La Palma, prontamente organizzato per l’occasione.
Senza troppi convenevoli, sale sul palco e attacca immediatamente con “Salirò”, giocandosi subito la hit come carta d’apertura del gioco. Ed infatti è di un gioco che si tratta, con un Silvestri allegro che risponde alle battute di un pubblico numeroso ed estremamente vivace, e che coinvolge pezzo dopo pezzo gli elementi della sua band, presentandoli uno alla volta tra una canzone e l’altra. Fa un caldo incredibile dentro La Palma; Daniele suda come un pazzo, dice che in fondo è un po’ come essere a Cuba. In prima linea, con la chitarra in mano o dietro la tastiera, per gran parte della serata imprime il suono di ritmi cubani, concedendo molto più spazio che non nel disco a trombe e percussioni, creando un’atmosfera di ritrovo tra amici, di festa. Eppure dietro tanta allegria c’è molta più ironia, eppure dietro storielle che sembrano leggere c’è molta più politica, se non vera e propria “militanza”.
Presenta gran parte dei brani del suo ultimo album: “Il mio nemico”, “L’Autostrada”, “Manifesto”, “Sempre di domenica”, le spassose “1000 euro al mese” e “La classifica”… ma non tralascia i tasselli che hanno contribuito a portarlo ad essere il Daniele Silvestri di oggi, un uomo più maturo, un cantante/musicista più completo. Allora ecco che per raccontarsi sceglie “Voglia di gridare” dal suo primo album, “L’Y10 bordeaux” da “Prima di essere un uomo” (ma ci dispiace non sentirlo cantare “L’uomo col megafono”), “Il dado” e “Banalità” dal suo bellissimo album “Il dado”, “Aria” da “Sig. Dapatas”, addirittura “Testardo” (uno dei 3 brani inediti inseriti nel suo “Occhi da orientale - Il meglio di”) che – a dispetto del bis in playback di “Salirò” che gli permette di rifare il balletto alla Tony Manero – chiude il concerto con un divertito Daniele che urla “l’anima de li mortacci tua” ed un altrettanto divertito pubblico che riempie la sala di sorrisi ed applausi.
Inutile, forse, sottolineare che uno dei momenti topici arriva comunque nel momento in cui partono le note di “Cohiba”. Durante l’ultima pausa il pubblico comincia già a cantarla, sembra non riuscire e trattenerla. Quando Daniele rientra sul palco con la band, dopo “Aria” parte “la favola cubana” ed è il boato, l’ovazione: “Venceremos adelante, o victoria o muerte” canta in coro tutta la sala, e non sono poche le braccia alzate con il pugno chiuso.
Un bel locale, un pubblico caldo quanto la temperatura, un’atmosfera festosa, uno spettacolo all’insegna dell’ironia e della buona musica, una band che dal vivo rende al massimo: ecco cosa è un concerto di Daniele Silvestri, oggi come non mai uno dei migliori artisti che la scena italiana può vantare.
La partecipazione è ovviamente consigliata. Se dalle vostri parti è programma una data del tour, non lasciatevela sfuggire.


















