Will Eisner, un profilo
Ma si possono scrivere solamente due parole su Will Eisner?
“I fumetti esistevano da parecchi anni prima che Eisner entrasse nel settore, e prima del suo arrivo c’erano stati certamente degli innovatori che lo avevano preceduto: Windsor Mckay con le sue illustrazioni incredibilmente dettagliate e la sua creatività narrativa, George Herriman e le sue splendide e surreali storie d’amore, Milton Caniff con il suo forte chiaroscuro unito all’estremo realismo dei suoi personaggi… solo per citare i nomi più ovvi. Ma il fumetto non ha mai avuto nessuno come Eisner, autore in grado di unire il meglio di quanto fatto sino a quel momento e di aggiungervi più di qualche semplice innovazione”
E’ con queste parole che si apre il primo splendido volume dei “Will Eisner’s Spirit Archieves” (opera cronologica di altissima qualità che si propone di ristampare tutto il materiale realizzato da Eisner per il suo personaggio più famoso) e noi non possiamo che sottoscrivere ogni singola parola di questa introduzione. Se infatti Eisner non è il padre dei fumetti moderni, ne è indiscutibilmente il maggiore esponente, l’uomo che meglio di chiunque altro ha capito il potenziale mediatico del fumetto (da lui definito “arte sequenziale”) e ne ha definito (ed in larga parte superato) i limiti.
Il nome di Eisner è indissolubilmente legato a Spirit (personaggio nato come il più classico degli inserti a fumetti per quotidiani e con gli anni trasformato in vero e proprio banco di prova per i più arditi esperimenti narrativi) ma è assolutamente impossibile dimenticare l’enorme debito che la narrativa per immagini deve a quest’uomo: è nel 1978 infatti che Will Eisner tiene a battesimo la prima Graphic Novel mai realizzata, quel “Contratto con Dio” che ancora oggi viene ristampato in tutto il mondo, e che da solo basta a creare un nuovo genere narrativo che potremmo definire come “romanzo per immagini”.
Negli anni successivi a “Contratto con Dio” Eisner continua a proporre nuovi indimenticabili volumi (“Affari di Famiglia”, “Verso la Tempesta”, “A Life Force” solo per citarne alcuni) continuando il suo percorso di sperimentazione narrativa, senza però mai allontanarsi dall’estrema umanità dei suoi personaggi.
Ad affiancare le sue opere narrative, arrivano anche due saggi sul racconto per immagini (“Fumetto & Arte Sequenziale” e “Graphic Story Telling”) in cui Eisner si cimenta nel non facile compito di spiegare alle generazioni di futuri fumettisti la sua visione del fumetto, e le incredibili potenzialità narrative che questo media nasconde.
In sostanza Will Eisner è la quintessenza del fumetto, un qualcosa che non si può racchiudere nel semplice valore del disegno, nella qualità dei testi o nella “regia” della tavola, ma che assume forma solo dall’unione di questi elementi e che da questa unione ottiene un valore aggiunto che è quello specifico del grande fumetto: il saper raccontare.
Per rispondere poi alla domanda del titolo, la risposta è: “No”.
Non si possono scrivere soltanto due parole su Will Eisner, non ne basterebbero ventimila. La cosa migliore da fare è leggerlo.
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