Durante ExpoCartoon abbiamo avuto il piacere di intervistare un Maestro del disegno Italiano e Internazionale. Un uomo dal grande talento che grazie alla propria passione continua ancora oggi a farci sognare tra fumetti e cartoni animati.


Romano Scarpa, il “Maestro” del disegno Disney e non solo, sarà la nostra apertura all’interno dell’area Protagonisti nel nostro sito Fumetto.it…

R.S: Troppo, troppo ci sono anche dei giovani…Giovani si, anche se bisogna vedere se questi giovani hanno la sconfinata passione che avevamo noi all’inizio. Io ho cominciato nel 1953 ha fare la mia prima storia per il Topolino di Mondadori, ed era scritta da un grande soggettista, Guido Martina. Biancaneve. Ho sempre amato disegnarla, anche se con difficoltà perché era un personaggio molto difficile, a differenza dei nani che erano più semplici. Infatti, periodicamente l’ho ridisegnata anche su miei soggetti. La prima però non era mia. Martina l’aveva scritta in tre puntate ed era una storia molto lunga, e siccome è in possesso di qualche privato, io non l’ho più vista per tanti anni. Ma mi hanno detto che è ancora molto bella, sia la storia che i personaggi di Biancaneve, i nani e la Regina. Io amavo molto la regina (Non la vecchietta), così come l’adorava il Direttore di Produzione. Quando ho potuto l’ho ridisegnata.

Lei è stato il padre di molti personaggi completamente originali. Gedeone de Paperoni, Pappo (tarzanide fratello di Pippo) che ha addirittura ispirato un film di Scola con Manfredi, Atomino Bip-Bip, Trudy (la compagna di Gambadilegno) e molti altri.

R.S: Posso dire di avere l’onore di aver lasciato dietro di me qualche anno fa, alla Disney di Milano, un bel po’ di personaggi che usano normalmente. C’è Trudy, la compagna di Gambadilegno. C’è Brigitta soprattutto, che era piaciuta al grandissimo Carl Barks. Mi ricordo quando l’ho visto, gli ho disegnato sotto gli occhi questa Brigitta e lui si è subito interessato dicendomi “…ah è la spasimante di Paperone…Uncle Scrooge…”. Poi lui mi ha dato un suggerimento, mi ha dato un idea per fare una storia, suggerimento molto elementare dal quale però ho ricavato una storia di due pagine. Mi ricordo ancora il titolo, Zio Paperone e il casco d’oro. C’è sempre qualche riferimento cinematografico nei miei titoli, Biancaneve e la fonte meravigliosa e altri. Per Biancaneve mi sono servito di mia moglie (all’epoca fidanzata) come modella. Ha posato per me. Non per fare dei complimenti, ma era molto bella e veniva molto bene nella trasposizione a disegno della sua immagine. Adesso mi dice che potrei farle fare la strega, ma le dico sempre che non è assolutamente vero.

Lei che ha creato così tanti personaggi, come le sono venute le idee ? Come nasce l’idea di un personaggio?

R.S: Anche da uno stato di necessità. Per esempio io trovavo che l’aggiunta di qualche personaggio base era preziosa, utile, perché per esempio Brigitta è il contro altare di Paperone. Sono nemici, o meglio lui lo è perché ha sempre paura di essere accalappiato per i suoi soldi e non per amore. Sono personaggi utili in quanto danno lo spunto ad altri sviluppi. Ancora adesso avevo studiato un soggetto pensato per onorare Carl Barks, che purtroppo poi è morto. Verrà comunque realizzato ugualmente con Brigitta e Zio Peperone. Solamente loro due. Mi è stato chiesto da un editore nordico, così gli ho scritto il soggetto e terminato questo impegno torno a casa per scrivere la sceneggiatura, e si chiamerà Zio Paperone, Brigitta and the Funny roots (che sarebbero le radici buffe). Soggetto creato completamente da me, così come la maggior parte delle mie storie. Personaggi come appunto Brigitta sono utili per arricchire le storie. C’è poco da fare, a questi personaggi serve che ci siano delle figure rappresentative in più. Sono già molti quelli che abbiamo di Disney, però non è mai male averne in più. L’unico che ha lasciato dei personaggi, addirittura di proprietà, alla Disney sono io. Forse qualcuno c’è stato, ma di passaggio, che poi non è rimasto fisso.

Dopo la metà degli anni 50, viene addirittura “confuso” come cartoonist americano. Che effetto le fece?

R.S: Sono molto soddisfatto di avere avuto la stima delle persone degli Studio Disney, per i quali ho lavorato realizzando delle storie, sia su miei soggetti che su loro. I lavori mi venivano spediti via fax. Alcuni soggetti erano anche molto simpatici devo dire.

Ed ora? Si riposa finalmente?

R.S: Tutt’ora alla mia tenera età continuo a disegnare, però con in fondo sempre la grande passione della mia vita che è sempre stato il cartone animato. Si perché ho sempre pensato che è una cosa molto più completa nel suo insieme. Come soggetto, ambientazione, colori, suono e musica. Sono una cosa che mi entusiasmava molto.

Come sta procedendo il progetto Sopra i tetti di Venezia?

R.S: Un paio di anni fa, forse un po’ di più, accorgendomi che non concludevo tanto, o meglio, credendo che ormai avevo concluso il mio lavoro come cartoonist di fumetti, mi sono detto che sarebbe stato bello ritornare all’animazione. D’altronde periodicamente, ogni cinque/sei anni circa sono sempre tornato a fare qualche cartoon. Avevo tre o quattro progetti, disegnati e ideati. Sono venuto a Roma e li ho presentati alla RAI, sezione RAI Fiction. Mentre io ero appassionato di uno di questi soggetti Crisco e il nuovo mondo (N.D.R. Un indianetto Maya che veniva in Europa mentre Cristoforo Colombo scopriva l’America). A me piaceva moltissimo, mentre la persona responsabile delle scelte, s’infervorò del soggetto su Venezia. Quindi ci siamo messi all’opera per fare un progetto molto dettagliato da presentare al concorso promosso dalla UER (Unione Europea Radiotelevisione), oppure in originale EBU (European Broadcasting Union). C’erano molti progetti validi. Il premio consisteva nel finanziamento della realizzazione del vincitore. Sopra i Tetti di Venezia consisteva in 26 episodi da 30 minuti l’uno. Un grandissimo impegno. Fu scelto questo soggetto e iniziata immediatamente la fase organizzativa. Prima di arrivare al disegno, non le dico il lavoro che abbiamo dovuto fare. Dovevamo mettere d’accordo Tedeschi, Francesi, Spagnoli, Inglesi (BBC), Italiani, trattandosi di una co-produzione. Alla fine è iniziato il progettone che viene chiamato “La Bibbia tecnica”, con tutto il progetto dettagliato nei minimi particolari. Ci mettemmo dei mesi per realizzarlo. Alla fine abbiamo cominciato a realizzarlo. Io me ne stavo tranquillo in Spagna (N.D.R. Romano Scarpa vive con la sua famiglia a Malaga) gli mandavo per fax i disegni dei personaggi, delle ambientazioni e dell’oggettistica varia. Ho avuto una grandissima soddisfazione. Direi che questa è stata la più grossa soddisfazione della mia vita.