Moebius, visioni dal futuro
Lui, Jean Giraud, alias Moebius, è un monumento del fumetto mondiale sin da quando, 40 anni fa, cominciò a illustrare le avventure del tenente Blueberry. Le storie, ambientate nel Far West, erano affascinanti; il protagonista era un ufficiale eroico, solitario e del tutto insofferente alla disciplina dell’esercito americano. Ma, più delle vicende, erano fantastiche le illustrazioni. Grandi pianure che potevano apparire piatte, si muovevano in mille particolari, con dettagli che prendevano vita. Il West si animava e si muovevano i canyon, i cactus, i tipi della prateria, le agavi, i costumi variopinti degli indiani. Giraud costruiva così panorami come non si erano mai visti. Realistici e, a un tempo, fantastici, incredibili. Erano già avventure di fantascienza, architetture avveniristiche, che sarebbero maturate appieno nelle sue opere più tarde firmate come Moebius, e nella visione della città su mille livelli, con auto volanti e navi da crociera interplanetarie del film “Il Quinto Elemento”. Le storie di Giraud, accanto a tematiche classiche, sviluppano spunti assolutamente fantastici. A colpi di fumetto, con capolavori visionari del calibro di “La deviazione”, “The long Tomorrow”, “Arzach” e il “Garage ermetico di Jerry Cornelius”, l’artista francese ha letteralmente reinventato gli stilemi del genere fantastico. La creazione, insieme con altri, della rivista “Metal Hurlant”, è stata, poi, il manifesto per un nuovo approccio al fumetto. Nelle sue pagine hanno preso vita visioni e sperimentazioni grafiche che avrebbero influenzato le generazioni di lettori e artisti a venire.
Per spiegare la sua grande forza, onirica e poetica, Giraud ricorda sempre che “in una storia, l’artista è come un uomo che apre una porta e scopre cose nuove, senza nessun piano consapevole. Anche i simboli arrivano involontariamente. Le parole sono simboli, i disegni sono simboli. Vengono dappertutto, ma per l'artista l'esterno è un’illusione: tutto proviene dall'interno”.
Il suo incontro con il regista e sceneggiatore Alexandro Jodorowsky è fondamentale per consolidare un approccio mistico e sottile al disegno, al racconto e all’interpretazione del reale in genere. Insieme firmano la saga dell’“Incal Nero”, che avrà numerosi seguiti.
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