Titolo: Lady Vampyre (Zora, la vampira)
Autori: disegni di Daniele Statella e testi di Paolo Puccini
Editore: Sound & Vision Intl.
Prezzo: $ 4,50

Sino al 1969 era buona abitudine dei più noti comic’s book di genere horror a stelle e strisce far comparire sulle proprie pagine splendide ragazze, non troppo vestite e dai canini affilatissimi, impegnate ad introdurre storie sanguinarie o a chiudere con un commento salace una vicenda grafica terrificante e grottesca. Quando sulle pagine di “Creepy” fece la prima folgorante apparizione una curvilinea bellezza mora dalla carica erotica prorompente, il successo fu tale che il pubblico reclamò a gran voce una serie regolare dove le sue generose grazie potessero venir esibite in ogni pagina: era nata “Vampirella”. Subito diventata personaggio di culto, la bella succhiasangue ha lanciato in tutto il mondo la moda delle sexy eroine horror, tutte discinte, pacatamente immorali e irresistibili.
Usciti per la Edifumetto nel 1972 (testi di Barbieri e disegni di Balzano Birago), gli albi di “Zora la Vampira” si sono subito distinti per la qualità delle storie e, fattore non trascurabile, per la “nobiltà” del personaggio principale, il cui nome, a differenza di molte sue “compagne di sangue” (Sukia, Jakula, Cappuccetto Rotto), non evocava situazioni pornografiche o scollacciate.
Zora - i cui lineamenti sono ispirati a quelli dell’attrice Catherine Deneuve - è la giovane figlia del professor Tabst, lo studioso che ha portato alla luce la tomba di Dracula. Dopo aver risvegliato per errore il noto e terrificante Conte con un bacio sulle labbra, la procace ragazza viene vampirizzata e costretta ad un’esistenza eterna da non morta. Insensibile a qualsiasi richiamo della coscienza (lascia persino che Dracula uccida sua madre scagliandola dalla finestra), Zora fa uso del suo corpo mozzafiato per sedurre chiunque incontri e raggiungere i suoi scopi (non proprio “condivisibili”), aiutata da un filtro che le consente di muoversi alla luce del giorno.
Ambientata nell’Europa della seconda metà dell’Ottocento, ricca di elementi mitteleuropei e vittoriani e di una scrittura letteraria di buona qualità, “Zora la vampira” torna in vita oggi (dopo una rapida ricomparsa nel 1999, 14 anni dopo la sua chiusura) grazie ai disegni di Daniele Statella e ai testi di Paolo Puccini, che riprendono per il mercato statunitense le avventure della disinibita eroina (che prende il nome di Lady Vampyre) da dove si erano interrotte negli Anni Ottanta e le donano un nuovo vigore grafico e narrativo.