Benché non abbia personalmente inventato Donald Duck (Paperino), Carl Barks è conosciuto ovunque con l'affettuoso nomignolo "l'uomo dei paperi", sia perché ha creato numerosi comprimari del pennuto, da Uncle Scrooge (Zio Paperone), a Magica De Spell (Amelia), a Gladstone Gander (Gastone Paperone), sia perché ha modellato finemente la personalità di Paperino sulla propria, facendone una specie di buffo contraltare disneyano all'eroe coraggioso interpretato da Mickey Mouse. Il suo Paperino è un personaggio a tutto tondo: fa innumerevoli mestieri (pompiere, incantatore di serpenti, allevatore, pescatore, guardiano notturno...), è perseguitato da una proverbiale sfortuna (che lo oppone al fortunatissimo cugino Gastone), è burbero e irascibile e a volte adotta alcune di quelle umanissime, piccole e commoventi bassezze che contribuiscono ad avvicinarlo empaticamente sempre più all'esperienza del piccolo uomo medio. "Mi sono sempre sentito sfortunato come Donald", dice Barks, "che è una vittima delle circostanze. Ma non c'è una persona negli Stati Uniti che non si possa identificare con lui. Lui è ogni cosa, è tutti; fa gli stessi errori che facciamo tutti. A volte è cattivo, spesso è una brava persona, ed è sempre disorientato, come l'essere umano medio, e questo credo sia il motivo per cui alla gente piace".
Barks nasce il 27 Marzo 1901 a Merril, Oregon. Frequenta alcune scuole di disegno, e a 17 anni se ne va di casa: e per tutti gli anni della Grande Depressione è costretto a mille lavori pesanti, fra i quali il piantatore e ribattitore di chiodi in un'officina ferroviaria. Finalmente riesce a entrare nella Disney nel 1935 come intercalatore, un "manovale" dell'animazione, e dopo sei mesi diventa soggettista. Nel 1942 disegna con Jack Hannah la prima storia lunga di Paperino per comic book mai pubblicata in America, "Donald Duck finds Pirate Gold" (Paperino e l'oro del pirata). Sorprendentemente poco dopo Barks si ritira dall'attività degli studios, stressato dalla routine, con il proposito di dedicarsi al suo hobby preferito: l'allevamento di polli. Ma non è questo il suo destino: nel '43, per dar man forte al "Mickey Mouse Magazines" che stava attraversando un periodo di stanca, viene creato il "Walt Disney's Comics and Stories" il cui editore invita Barks a partecipare come collaboratore esterno dopo che l'artista, non essendo l'allevamento di polli molto redditizio, aveva scritto alla Western Publishing, bisognoso di lavorare. Ricomincia così a disegnare fumetti, e nel '44 esce la prima storia completamente scritta e disegnata da Carl Barks: "Paperino e il gorilla". Da quel momento realizza moltissime storie, fra cui "Donald Duck in the Andes" (Paperino e il mistero degli incas) e "Donald Duck in Old California" (Paperino e il tempo che fu), opere che fra gli anni '40 e '50 segnano la sua maturità artistica. "Ricordo che in quell'epoca sentivo una particolare disposizione per il disegno, direi quasi un grande affetto. Ce la mettevo tutta e credo di aver migliorato notevolmente la mia produzione da allora. [...] Comporre storie simili è un poco come scrivere un pezzo musicale: occorre trovare il giusto ritmo e mantenerlo nella giusta misura fino al termine". Nel '47 dà vita alla prima, cupa versione del personaggio di Uncle Scrooge (Paperon de Paperoni; pare che il nome italiano derivi da quello di un vescovo domenicano in carica a Spoleto nel 1200...) nella storia "Christmas on Bear Mountain" (Il natale di Paperino sul monte orso). E' un Paperone molto più acciaccato e cattivo di quello che conosciamo, stizzito da un odio rancoroso verso il mondo, ma disposto a donare affetto e regali al nipote Paperino che si dimostra coraggioso - anche se è un coraggio frutto dell'equivoco - nelle numerose prove richiestegli dal vecchio multimiliardario. Negli anni seguenti inventa numerosi altri personaggi come Gastone, The Beagle boys (la Banda Bassotti) e Gyro Gearloose (in Italia inizialmente Giro Ruotalibera, poi Archimede Pitagorico), il personaggio che fisicamente assomiglia di più a Barks. Nel 1967 esce "Uncle Scrooge and the Doom Diamond" (Zio Paperone e la gemma anatema), l'ultima storia di Barks, che si ritira a dipingere oli di vaporosi paesaggi e degli amati paperi che può vendere ed esibire, grazie ad una speciale dispensa della Disney, senza doversi preoccupare dei diritti d'autore sui personaggi. Malato di leucemia, il 25 Agosto 2000 muore nella sua casa di Grants Pass, Oregon.
Lo stile di Barks è fluido e ironico, ricco di trovate narrative e invenzioni grafiche che hanno una grammatica personale e precisa. I suoi paperi sono alternativamente scattanti ed entusiasti, gonfi e allucinati (numerose le allusioni alla psichedelia nella sua produzione degli anni '60), protervi e ossessivi, con una massa corporea gommosa e duttile che sfida la gravità e si deforma in una grande varietà di espressioni, evidente retaggio dell'esperienza di animatore.