Bonelli, Galleppini: autori storici di Tex Willer
Gianluigi Bonelli
Gianluigi Bonelli, è nato a Milano il 22 dicembre 1908. Scrittore, soggettista e sceneggiatore prolifico, è a pieno diritto il “patriarca” del fumetto italiano e soprattutto il “papà” di Tex Willer. Alla fine degli anni ’30, entra in contatto col mondo dei fumetti dirigendo alcune testate per conto di Lotario Vecchi. Il suo nome appare su “Primarosa”, “L’Audace” “Rin Tin Tin” e “Jumbo”, sia in veste di direttore che in quella di soggettista-sceneggiatore. Nel 1939 diventa direttore in proprio, rilevando la testata "L’Audace" da Lotario Vecchi. Nel periodo bellico, la Redazione Audace passò sotto la guida dell’ ex-moglie Tea Bonelli, mentre Gianluigi si riserva il compito di sceneggiatore principe. Nel periodo post-bellico crea decine di personaggi. Fra i tanti, si ricordano “Ipnos” (1947) disegnato, tra gli altri, da Paolo Piffarerio e Gino Cossio, “Occhio Cupo” e “La Pattuglia dei Senza Paura” (1948), “I Tre Bill” e “Yuma Kid” (1952), “Zà La Mort”, “Rio Kid” e “Il Cavaliere Nero” (1953), “El Kid” (1955), “Kociss”, “Big Davy” e “Yado” (1957), e poi “Yudok”, disegnato da un giovanissimo Ticci, e “Rick Master” ne 1968. Nel 1962 inoltre riprende e conclude la lunga saga di "Un Ragazzo nel Far-West" lasciata in sospeso da Guido Nolitta (nome d’arte sotto il quale si nasconde Sergio Bonelli). Ma in mezzo a questa enorme produzione, in realtà secondaria, spicca il personaggio sicuramente più importante di Bonelli, che è come tutti sanno Tex Willer. Nato contemporaneamente a “Occhio Cupo”, era su quest’ultimo che si riponevano maggiori speranze, relegando a Tex il compito di testata "di contorno". Ma le poche vendite comportano la chiusura di Occhio Cupo. Bonelli dal 1948 al 1975 scrive tutti gli episodi della serie e continua a scrivere fino al 1991, quando per forza di cose dovette ritirarsi, e affidare le redini di Tex nelle fidate mani di Claudio Nizzi.
Aurelio Galleppini
Galleppini nasce a Casal di Pari (Grosseto) il 28 Agosto 1917. Con lo pseudonimo di Galep è il disegnatore che nel 1948 crea graficamente il personaggio di Tex, scritto da Gianluigi Bonelli. Il suo debutto nel mondo dei fumetti avviene nel 1938 con due racconti su testi di Federico Pedrocchi, “Pino il Mozzo” e “Le perle del mare d’Oman”.
Nel 1940 inizia una proficua collaborazione con la casa editrice Nerbini: su l’Avventuroso vengono alla luce numerosi racconti a fumetti, di alcuni dei quali Galleppini cura anche la sceneggiatura. Nell’immediato dopoguerra si dedica all’attività pittorica, al cartellonismo e all’insegnamento del disegno.
Nel 1947 ritorna a disegnare fumetti, realizzando numerosi albi per l’Intrepido (“Il clan dei vendicatori”, “Il corsaro gentiluomo”, “Il giustiziere invisibile”, “La perla azzurra”) e illustrando alcuni libri (“I tre moschettieri”, “La maschera di ferro”, “Le mille e una notte”, “Il Barone di Munchausen”), oltre a realizzare i disegni per una misconosciuta edizione de “I Promessi Sposi” e a realizzare la riduzione a fumetti di Pinocchio. Ed è verso la fine di questo anno che avviene l’incontro con Tea Bonelli, proprietaria dell’Editrice Audace, casa editrice che nei decenni a venire avrebbe assunto varie denominazioni (Edizioni Araldo, Edizioni Altamira, Edizioni Cepim, Edizioni Daim Press), fino a diventare l’attuale Sergio Bonelli Editore, oggi colosso del fumetto europeo. Allora era una casa editrice minore.
Galleppini comincia la sua collaborazione disegnando due serie: la serie di lusso "Occhio Cupo" e il fascicolo settimanale "Tex", entrambi su testi di Gianluigi Bonelli. La prima fallì subito; la seconda invece, andò avanti per molto tempo, ed è presente in edicola ancora oggi. Tex segna una svolta nell’attività artistica di Aurelio Galleppini. Non fu più una semplice collaborazione, ma quasi una simbiosi. Da quel fatidico 30 settembre 1949, data dell’uscita del primo numero della collana, Galep disegna tutte le storie, fino al 1967, e moltissime altre in seguito, oltre a tutte le copertine fino al n°400. Nel 1977 disegna, in una delle pochissime eccezioni alla collaborazione, la storia "L’uomo del Texas", realizzata su testi di Guido Nolitta e apparsa nella collana "Un uomo, un’avventura". Muore nel 1994.


















