Dal 1998, anno di prima pubblicazione, “Vagabond”, il fumetto scritto e disegnato da Takehiko Inoue, è diventato pian piano un cult che ha superato con stile i 10 anni di vita, continuando a mietere successi e consensi. Dal creatore di un altro pilastro del genere shonen come “Slam Dunk” in fondo non ci si poteva aspettare altro. E anche se al suo esordio molti avevano alimentato dubbi sulla possibilità di adattare a fumetti uno dei capolavori della letteratura giapponese come “Musashi” di Eiji Yoshikawa, a distanza di anni nessuno può più negare che questa sia stata una scelta vincente.

L’eccezionale stile di questo mangaka ha trovato in “Vagabond” il suo punto di massimo sviluppo. Ha raggiunto quasi la perfezione nelle tavole dei 31 volumi che fin ora compongono il fumetto.  Tanto che a volte si fatica a non associare le tavole a dei dipinti per la potenza espressiva del tratto e per la cura minuziosa dei dettagli. Una narrazione sicura, precisa, coinvolgente e personaggi dall’innegabile carisma hanno fatto il resto.

“Vagabond” è quindi in un certo senso il fumetto che ha consacrato questo mangaka e ora, dopo 10 anni di fatiche, pare che Inoue abbia deciso di chiudere il cerchio e portare a conclusione le vicende di Miyamoto Musashi. Dalle pagine del suo sito ufficiale, infatti, ha annunciato che concluderà “Vagabond” entro il 2010. Anche se il finale in un certo senso potrebbe essere già scritto, visto che il fumetto segue in gran parte il romanzo da cui è tratto, è anche vero che Inoue non ha mai disdegnato di allontanarsi dallo stesso stupendo e meravigliando chi  si era abituato ad una trasposizione fedele dei fatti. La curiosità dei fan quindi rimane altissima e si aspettano colpi di scena per il finale.

Non rimane quindi che attendere l’evolversi della pubblicazione sulle pagine della rivista “Morning” per avere qualche spoiler in più sulle scelte narrative di Inoue e l’arrivo degli ultimi volumi nelle tre edizioni italiane della Planet Manga per immergersi ancora una volta nel passato glorioso dei samurai del XVI secolo.