Un piccolo alieno in tv
Titolo originale: Daa!Daa!Daa! Ufo Baby
Quando: Sabato
Dove: RaiDue
A che ora: 16.00
Umorismo e New Age sono gli ingredienti di “Ufobaby”, la nuova serie tv animata in onda il sabato pomeriggio su RaiDue e tratta dallo spirituale e spiritoso “Daa! Daa! Daa!”, romantica commedia manga del giapponese Kawamura Mika. Il plot impasta in modo divertito e irriverente gli ingredienti della mistica orientale e occidentale, dagli Ufo a Scientology.
I coniugi Kouzuki, una coppia di genitori, lascia il Giappone per recarsi a lavorare alla Nasa come ricercatori e affida la figlia tredicenne alle cure di un amico, monaco buddista, e padre a sua volta del giovane Kanata, coetaneo di Miyu. Ma presto, il monaco segue il richiamo dello spirito e parte in pellegrinaggio in India, lasciando i due ragazzini da soli nel tempio. Quando meno se lo aspettano i due ragazzi assistono all’atterraggio, a causa di un’avaria, di un Ufo e della sua navicella. Ne escono illesi il piccolo alieno Baby Rou e il suo gatto Wannya, in veste di baby-sitter. Secondo le migliori tradizioni il piccolo alieno scambia Miyu e Kanata per i propri genitori e da quel momento non si staccherà più da loro proseguendo ostinato a chiamarli “mamma” e “papà” anche in pubblico. Inizia così lo strano menage familiare tra un alieno e due adolescenti. Questa atmosfera così “idilliaca”, si fa per dire, è interrotta quando alcuni abitanti del pianeta Ot tornano a reclamare Wannya e Baby Rou.
I quattro volumi di “Daa! Daa! Daa!”, pubblicati a puntate dall’aprile 2000, sul “Nakayosi manga magazine” (lo stesso che ha lanciato “La Principessa Sakura”), hanno furoreggiato tra i ragazzi giapponesi, evidentemente affamati di sana ironia sul tema della spiritualità. Mentre gli adulti inseguono le misteriose chimere dello spazio inesplorato e della meditazione, i due ragazzini si trovano a combattere con la realtà di tutti i giorni, fatta di responsabilità, di figli da crescere e di una casa da mandare avanti. Un ribaltamento dei ruoli che fa di “Ufobaby” una graffiante parodia della vita familiare, ricomposta nell’improbabile quartetto di giovanissimi. Miyu è un’adolescente come tante altre, con una cotta e con le insicurezze dell’età critica, ma è anche suo malgrado “una mamma”, così almeno la considera il piccolo Baby Rou e come tale deve comportarsi ricostruendo l’armonia familiare ogni volta che sorgono gli inevitabili litigi e badando a che i suoi amici non si accorgano dei magici poteri di cui è dotato baby Rou. Il manga di Kawamura Mika è stato trasformato in cartoon dal regista Hiroaki Sakurai per il canale televisivo giapponese Nippon Housou Kyoukai. Sakurai decise subito di realizzare un prodotto che rimanesse molto fedele al manga originale. L’animazione non è sofisticata come quella di “Card Captor Sakura”, un cult per i fan della “shojo animation”, ma piuttosto “old-fashion”, con pochi background e poca musica in sottofondo come l’animazione dei primi anni novanta. Una semplicità che è però una scelta creativa: “Ufobaby” vuole essere di facile comprensione per il pubblico dei più piccoli, senza però rinunciare alle tematiche che appassionano i più grandi. L’amicizia, le prime responsabilità, il primo amore.


















