Il successo di Licia
Come la maggior parte dei cartoni animati trasmessi nel nostro Paese, anche alcuni episodi di Kiss me Licia hanno subito un adattamento consistente. Fra tutti: la scena di Sheller, leader dei Kiss Rangers, che fa la corte a Mirko quando questi va a suonare col gruppo in un albergo sul Monte Fuji, o quando Manuela, l'amica del cuore di Licia, sposa in fretta e furia il chitarrista del gruppo per ovvi motivi riparatori. Altre curiosità riguardano la "Licia bionda" che appare nella sigla iniziale e che non è Licia, e Marabbio che nella versione originale non ha nome, ma è semplicemente riconosciuto come padre di Licia.
Le differenze tra la serie a cartoni animati e il manga sono molteplici, ma per quanto riguarda le trame di entrambe le versioni, l'una non si discosta poi così tanto dall'altra. L'unica segnalazione da fare riguarda la figura di Ryootaroo, il cantante dalla folta chioma bluastra, che nel cartone viene fatto vedere solo per far credere a Mirko che Licia ha un altro pretendente, mentre nel manga è molto più presente.
Il merito dell'acclamato successo di "Kiss me Licia" è sicuramente da attribuire anche al talento di uno dei più grandi maestri del cartone animato nipponico e mondiale: Shingo Araki. Nato nel 1939 a Sagoya, Araki è ormai un veterano dei fumetti, a cui dedica la sua vita da circa quarant'anni. La sua carriera comincia molto presto, quando, all'età di diciotto anni, viene notato da un mensile della sua città, sul quale saranno pubblicati alcuni suoi fumetti con cui guadagnerà l'attenzione da parte delle maggiori case editrici del paese. Anche se la sua gavetta è davvero dura, tanto da dover realizzare fumetti al ritmo di 40-50 pagine mensili, Araki ebbe il suo primo incarico da animatore nel 1965 dalla Mushi Production. Ma fu all'età di ventisei anni che egli riuscì a dare inizio alla sua carriera scintillante, di cui rimangono noti molti titoli come "Versailles no Bara", "Babil Nisei", "Ufo Robot Grandizer", "Kiojin no Hoshi", "Jungle Taitei" che è il suo primo lavoro in assoluto, e i suoi successi più recenti come "Saint Seya".
Adesso Shingo Araki ha fondato anche un suo studio, l'Araki Production dal quale è stata prodotta la collana di "O.A.V." ispirati al mitico Babil Junior (Nisei). Ma la scuola di Shingo Araki ha anche influenzato lo stile di molti animatori di più recente affermazione, che al maestro si sono sicuramente ispirati per la minuziosa cura dei dettagli, per il gusto del bello, espresso con un tratto semplice ed allo stesso tempo lussuoso, e per l'esilità dei suoi personaggi.
Non si può, però, abbandonare il ricordo delle persone che per Shingo furono maestri: da Masami Kurumeda, autore di "Fuma no Kojiro" la cui produzione del fumetto fu tradotta in animazione prorio da Shingo, fino a Ryoko Ikeda, autrice della versione cartacea del magnifico "Lady Oscar", grazie alla quale Araki ha dato vita a "No Bara", la serie che ha ipotecato il suo futuro verso un sicuro successo.


















