Mentre la pellicola originale del film in questione veniva sottoposta ad un impegnativo restyling di computer grafica e ripubblicata con il titolo "Ghost in the Shell 2", la DreamWorks Pictures ne acquistava i diritti per crearne un film live-action in 3D. Tante le notizie che si sono susseguite intorno a questo evento fino a quando non sono cominiciati a spuntare i primi nomi. Più importante fra i quali quello della sceneggiatrice Laeta Kalogridis, scrittrice, che avrà il non facile compito di adattare questa storia molto complessa e molto orientale sui gusti occidentali di Hollywood.

Vedremo così finalmente in carne e ossa la bellissima e sexi cyber poliziotta Motoko Kusanagi nel thriller poliziesco fantascientifico che la riguarda. Ghost in the Shell, lo ricordiamo, di Masamune Shirow, rappresenta uno dei pilastri dell’animazione cyberpunk giapponese nel quale il XXI secolo si presenta come un universo complesso e ipertecnologico in cui il confine tra uomo e robot è sempre più sottile e dove le anime cyborg racchiudono all’interno di se stesse il ghost, l’anima, l’istinto non mediato dai calcoli.

In questo senso l’anima è presentata come un software mentre il corpo è soltanto una perfetta forma di tecnologia molto complessa. Mokoto Kusanagi è un cyber membro di una squadra speciale di polizia anti-terrorismo e cyber-crimine che si chiama “Sezione 9” che si troverà perciò ad affrontare grandi pericoli esterni misti a enormi dilemmi interiori, corpo umano rafforzato e trattenuto anche nell’identità in un enorme guscio robotico. A tal punto che questi esseri cyber robotici comincino a rivendicare per essi stessi i diritti di un essere umano.

Nella società futuristica di Ghost in the Shell fintantoché un individuo mantiene il suo ghost mantiene anche la sua individualità e la sua umanità. Primo grande estimatore della serie Steven Spielberg pare abbia di gran lunga spronato la DreamWorks Animation ad accaparrarsi i diritti nella gara con Sony e Universal, ma del manga ricordiamo un altro adattamento per il grande schermo uscito nel 1995 e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia l’anno dopo con grande successo e grande impatto visivo. Vedremo cosa ne trasporrà Hollywood con perizia e grande saggezza nel tema sempre classico del futuribile scenario futuro uomo-macchina.