"Noi Puffi siam cosi'..."
Titolo originale: Smurf
Nome in italiano: Puffi
Quando: sabato e domenica
Dove: Italia 1
A che ora: ore 8.00
Nazionalità: Belgio
Disegnatore: Peyo
Quando è scoppiata la mania dei Pokémon, in molti tra gli adulti hanno azzardato l’unico paragone possibile: “Sono i puffi del duemila”, hanno detto, perché come i popolari antenati blu, la nuova tribù manga è diventata l’idolo di un’intera generazione. Ma la verità è che il potere di coinvolgimento dei Puffi, che dopo sette anni di assenza tornano in tv grazie ad Italia Uno, era smodatamente più forte. Per capirci: nessuno dei fan dei Pokémon si sogna di parlare come loro (per fortuna), mentre chi era bambino venti anni fa non può negare di aver detto almeno una volta “Io odio fare i compiti” imitando la voce nasale di "Puffo Brontolone". I più accaniti tra gli spettatori si spingevano addirittura a sostituire qualunque verbo con il sinonimo passepartout “Puffare”, come era costume degli strani ometti blu. Indimenticabile maestro di lunguaggio "blu" resta il Grande Puffo che recita proverbi: “Chi tardi puffa, male puffa” e “Puffa vecchia fa buon puffo”.
Questi erano gli anni Ottanta, quando la serie animata firmata da Hanna e Barbera veniva trasmessa alle otto di sera, alternata a telefilm di successo come “Happy Days” e “La Famiglia Addams”. I puffi avevano fatto il loro ingresso in Italia esattamente venti anni prima, sotto un’altra identità. Allora erano conosciuti al pubblico come gli “Strunfi”, protagonisti del fumetto “Il flauto a sei Strunfi” del belga Pierre Gulliford, in arte Peyo, padre naturale degli omini blu che in seguito sarebbero stati ribattezzati “Puffi” in Italia, “Smuref” in Brasile, “Schumple” in Germania, “Los Pitufos” in Portogallo e in venti altri modi nel resto del mondo, fino all’impronunciabile “Hupikek Torpikek” dell’Ungheria. I fumetti dei Puffi, coetanei del compatriota Asterix, hanno continuato ad essere pubblicati in Italia quasi fino ad oggi. Lo scorso anno erano ogni settimana in edicola con “Il Giornalino”, edito dalla San Paolo.
Ma torniamo agli anni Ottanta quando, in controtendenza rispetto ai cartoon maneschi e bellicosi che popolavano i palinsesti, i pacifici gnomi in calzamaglia si sono presentati in tv ostentando un candore infantile e maniere garbate e gentili e sono, anche per questo, diventati un caso.
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